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VISITE GUIDATE DI ROMA ANTICA
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Visite guidate di Roma
e in Italia sulle orme dei viaggiatori del Grand Tour
Turismo didattico e culturale:
visite guidate, escursioni, viaggi fino a tre giorni, eventi culturali. |
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Questi
itinerari sono disponibili su richiesta di singoli e gruppi, per chi
volesse unirsi a un gruppo già costituito è possibile consultare il
calendario in alto a destra oppure visionare i prossimi eventi alla
pagina:
http://www.thegrandtour.it/attivita-visite-guidate-roma.php
The Grand Tour
è in grado di fornire servizi turistici anche ad Enti, Anziende e
Istituzioni grazie alla collaborazione di Alliance Travel Service. |
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Roma
Antica: Colosseo, Foro Romano, Campidoglio
Inizio:
Colosseo (Metro Colosseo, Parking Colle Oppio)
Fine:
Piazza Venezia (Carico Teatro di Marcello)
Visita
al cuore archeologico della
città eterna: inizieremo con l’Anfiteatro
Flavio
meglio noto come Colosseo,
luogo di spettacoli cruenti; dopo aver ammirato l’Arco di
Costantino
attraverseremo il
Foro
Romano,
il centro politico e religioso durante l’intera storia di Roma dalle
origini al suo declino. La visite terminerà sul colle del Campidoglio con
la meravigliosa piazza michelangiolesca in cui campeggia la statua
dell’imperatore Marco
Aurelio
e dove è possibile godere della vista sul Foro
Romano
e sul Palatino
nel loro complesso.
Biglietti
di ingresso:
Prenotazione
ingresso gruppi Colosseo/Palatino (STAT) € 21,oo; Biglietto intero euro
11, ridotto 6,50.
Roma
Antica: Foro di Traiano, Fori Imperiali, Velabro e Circo Massimo
Inizio:
Piazza Venezia (Scarico Teatro di Marcello)
Fine:
Circo Massimo (Metro Circo Massimo, Carico Lungotevere Aventino)
Iniziando
dal Foro
di Traiano,
il più vasto tra i Fori
Imperiali,
su cui si erge la magnifica Colonna
Traiana
che reca in bassorilievo le gesta dell’imperatore, proseguiremo
visitando i Mercati
Traianei,
la Basilica
Ulpia
e l’ampia piazza, ovvero letteralmente il foro. Da qui potremo gettare
uno sguardo sui Fori di
Augusto,
difeso da un alto muro che lo separava dalla popolosa Suburra,
di Nerva,
di Cesare
e il recente scavo del Forum
Pacis.
Passando
intorno al
Vittoriano,
noto altrimenti come Altare
della Patria,
monumento in stile eclettico ispirato all’architettura classica e che
oggi rappresenta la memoria militare dell’Italia unita, passeremo
all’area del Teatro di
Marcello
e da qui al Portico
di Ottavia.
Da
li andremo alla scoperta dei due più antichi fori commerciali della città:
il foro Boario con i pressoché
intatti Templi
Repubblicani
di Ercole
e di Portuno,
ed il Foro
Olitorio
con i resti dei tre Templi
Repubblicani
inglobati nella Chiesa
di San Nicola in Carcere,
e quelli dell’Area
Sacra di Sant’Omobono,
tra le più antiche aree di culto della Roma
Antica.
Attraverseremo
il
Velabro,
luogo mitico del lupercale dove vennero trovati Romolo
e Remo
allattati dalla Lupa,
e dove, passando dall’Arco
degli Argentari
a quello di Giano,
la visita termirerà al Circo
Massimo.
Non
ci sono Biglietti di Ingresso.
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Visite
di un'intera giornata
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Le
vie consolari: L’Appia Antica
La “regina viarum” come veniva definita la prima delle vie
consolari costruita dal console Appio Claudio Cieco nel 312 a.C.
è certamente la meglio conservata nel suo aspetto originario:
lungo le prime 8 miglia dalla porta San Sebastiano nel cuore di un
tratto di Campagna Romana vi sono centinaia monumenti sepolcrali di
ogni dimensione e foggia unica testimonianza della pietas romana, Tomba
di Cecilia Metella, Villa e Circo di Massenzio.
Pranzo
L’itinerario
proseguirà con La Villa dei Quintili.
I
fratelli Sesto Quintilio Condiano e Sesto Quintilio Valerio Massimo,
noti personaggi della vita pubblica romana ricordati dalle fonti
letterarie anche per la cultura, l'abilità militare, la concordia e la
ricchezza, furono consoli nel 151 d.C. e ricoprirono importanti incarichi
anche in Grecia e in Asia, durante il regno degli imperatori Antonino
Pio e Marco Aurelio. L'imperatore Commodo li fece uccidere nel
182 d. C. con l'accusa di aver congiurato contro di lui e confiscò tutte
le loro ricchezze compresa la splendida villa sulla via Appia dove
amò risiedere lontano dai frastuoni della città. Oggi restano imponenti
rovine di uno splendido complesso termale, dei saloni, delle strutture
agricole, dell’abitazione vera e propria. Alla suggestione dei ruderi si
aggiunge la magia di un luogo ricco di storia e bellezza ma anche
testimone delle tragedie vissute dai suoi proprietari.
Biglietti
di ingresso:
La
Roma Imperiale di Augusto
"Quando
tornai a Roma dalla Spagna e dalla Gallia ... compiute felicemente le
imprese in quelle provincie, il Senato decretò che per il mio ritorno si
dovesse consacrare l'ara della Pace Augusta presso il Campo Marzio e
dispose che in essa i magistrati, i sarcedoti e le vergini vestali
celebrassero un sacrificio annuale" (Res gestae divi Augusti 12,2).
L’escursione
inizierà da piazza Augusto Imperatore, con la visita alle maestose
rovine del Mausoleo imperiale che ospitò le spoglie degli imperatori
della dinastia Giulio-Claudia, per proseguire con l’Ara Pacis,
l’altare augusteo oggi riaperto dopo la radicale ricostruzione del
contenitore disegnato dall’architetto americano Richard Meyer. Negli
intenti dell’imperatore completava il grande complesso la Meridiana
il cui gnomone, realizzato con un obelisco egizio, venne ripristinato nel ‘700 e campeggia oggi a piazza Montecitorio,
ancora in parte funzionante.
Proseguiremo
poi verso il Pantheon, il tempio edificato da Agrippa, genero e
intimo amico di Ottaviano Augusto, con la spettacolare cupola emisferica
autentico capolavoro dell’ingegneria romana e modello di tutte le cupole
successive. Le Terme di Agrippa, le prime terme pubbliche di Roma e
il Tempio di Nettuno ci condurranno
sino al Ghetto.
Pranzo
Nel
pomeriggio visiteremo il Portico d’Ottavia, dedicato alla sorella
dell’Imperatore, e il teatro di Marcello, il giovane nipote di
Augusto designato quale suo successore e morto prematuramente. La visita
terminerà al Foro di Augusto,
lungo la via dei Fori Imperiali, con le rovine del Tempio
di Marte Ultore.
Biglietti
di ingresso:
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Santa
Balbina e terme di Caracalla
Passeggiata volta a colmare i pochi metri e gli ancor
meno secoli che separano il Titulus Paleocristiano, accertato sin dal
595 d.c. e perfettamente integro nella sua veste architettonica, dalle
eleganti Terme Antoniniane, vera vetrina della magnificenza di
Roma per i viaggiatori provenienti dalla Regina Viarum
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L'Iseo
e Serapeo campense
Era
sicuramente il tempio egizio più antico e più sfarzoso di Roma, si
trovava nella zona tra il Pantheon e la chiesa di Sant'Ignazio, e
doveva misurare metri 240 x 60. Era stato costruito nel 43 a.C., e nel
corso dei secoli molti imperatori lo avevano restaurato e arricchito di
opere d'arte. I resti del tempio si trovano sotto il Palazzo del Seminario
e le chiese di Santa Maria sopra Minerva e Santo Stefano del Cacco.
Era un complesso formato da tre parti: una lunga piazza scoperta decorata
da obelischi e sfingi; una area centrale con monumentali archi di ingresso
sui due lati corti; una struttura di forma semicircolare con portico e il
tempio vero e proprio sul fondo, proprio dove oggi c'è la chiesa di S.
Stefano del Cacco (lo strano nome deriva dal ritrovamento di una
statuetta egizia rafigurante un babbuino: il popolino l'aveva chiamata
"macacco" (ossia il macaco), in seguito abbreviato in "cacco").
Il monumento era arricchito da sculture di varie dimensioni e da
obelischi: molti di questi materiali sono riconoscibili per le vie di Roma
e in vari musei. Dall'Iseo e Serapeo campense provengono gli
obelischi
di Piazza Navona, Piazza della Rotonda, Piazza della Minerva.
Le
sculture sono numerosissime tra cui i due leoni ai piedi della scalinata
che porta a Piazza del Campidoglio
Ci
sono poi la cosiddetta "Madama Lucrezia", una statua in
Piazza San Marco,; un colossale piede di marmo che apparteneva ad una
statua di culto egizio. E la statuetta di una gatta in marmo murata sul
primo cornicione all'angolo di palazzo Grazioli, sull'omonima
piazza Grazioli, e che dà il nome a via della gatta.
Non
sono previsti Biglietti di ingresso.
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Parco
degli acquedotti
"Mi
sembra che la grandezza dell'impero romano si riveli mirabilmente in tre
cose, gli acquedotti, le strade e le fognature" (Dionigi di
Alicarnasso).
Passeggiata in un angolo poco noto della città, dove ancora
oggi tale grandezza è concretamente tangibile.
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Museo
Centrale Montemartini
La centrale termoelettrica intitolata a Giovanni Montemartini è
oggi uno splendido spazio museale che ospita oltre quattrocento sculture
dei Musei Capitolini, trasferite in occasione della
ristrutturazione del complesso capitolino. Aperta al pubblico nel 1997
costituisce uno straordinario esempio di archeologia industriale
riconvertito in sede museale per creare un nuovo polo espositivo dei Musei
Capitolini. Accanto ai vecchi macchinari produttivi della prima centrale
elettrica pubblica romana, sono esposti capolavori della scultura antica e
preziosi manufatti rinvenuti negli scavi della fine dell'Ottocento e degli
anni Trenta del 1900, le due stagioni più feconde dell'archeologia
romana.
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