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CORSI E PERCORSI
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THE GRAND TOUR per le SCUOLE
CORSI E PERCORSI
L’Associazione
Culturale The Grand Tour propone agli istituti scolastici
moduli di approfondimento su diversi argomenti storico-artistici e
culturali con la possibilità di integrare la spiegazione in classe
con visite guidate e attività di laboratorio.
Corso:
prevede una lezione in classe, con proiezione di
diapositive e supporti didattici cartacei, due visite
guidate della durata di mezza giornata, e un laboratorio
conclusivo in classe in cui verranno prodotti materiali per
allestire un’eventuale mostra a fine anno nei locali della scuola.
Il costo di ciascun corso è di € 18 ad alunno.
Per avere maggiori dettagli
sui i programmi e i progetti culturali, campi scuola e visite,
inviare una email o un fax ai seguenti recapiti, con i dati della scuola e
dell’insegnante di riferimento:
Tel: 06
296998 Fax 06 97258533
E-mail:
info@thegrandtour.it
VISUALIZZA IL CATALOGO
COMPLETO DELLE VISITE GUIDATE
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A)
IL LAZIO PRIMA DEI ROMANI |
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La
Preistoria a Roma
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P001 - Giacimento
preistorico “La Polledrara di Cecanibbio” |
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Il giacimento della
Polledrara è uno dei più ricchi depositi paleontologici esistenti ancora
in fase di studio, che comprende sia un tratto dell’antico alveo
fluviale su cui sono caoticamente distribuiti i reperti faunistici, sia
l’area di ambiente palustre dove sono conservati i resti di un elefante
in parte ancora composti. Nella visita, che si svolge da una passerella
sospesa, si può osservare il settore del giacimento rimesso in luce
seguendo le varie fasi dello scavo archeologico. Si potrà pertanto
seguire dal vivo l’intero processo di formazione del museo, dallo scavo
dei reperti paleontologici, il loro restauro, fino alla definitiva
esposizione al pubblico. |
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P002 - Museo
Etnografico “Pigorini” |
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Il museo etnografico
nacque a fine ottocento per iniziativa di Luigi Pigorini ereditando
parte delle collezioni del Museo del gesuita Atanasius Kircher. Nel
corso di oltre un secolo si è andato arricchendo con migliaia di
materiali provenienti da scavi e scoperte soprattutto nel Lazio. Le
collezioni di paletnologia offrono un vasto panorama di produzioni
litiche e lavorazioni dagli albori della civiltà all’età del Ferro. |
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P003 - Casa
protostorica di Fidene |
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Nel Suburbio
nord-orientale di Roma il centro di Fidene ha restituito numerose
testimonianze dell'età del ferro. Il ritrovamento più importante
riguarda una casa della fine del IX secolo a.C. il cui eccezionale stato
di conservazione ha consentito di realizzare una ricostruzione in scala
reale utilizzando tecniche costruttive antiche. |
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P004 - Museo
Nazionale Romano : Terme di Diocleziano - Sezione Protostorica |
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Le
gallerie del chiostro Michelangiolesco sono dedicate alla Sezione
Protostorica dei popoli latini e allo sviluppo della cultura laziale
della tarda età del bronzo e dell’età del ferro (XII-VII secolo a.C.)
con particolare riferimento al territorio di Roma |
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P005 - I Falisci:
Falerii Novi (Civita Castellana) |
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Falerii venne
espugnata e distrutta dalle truppe romane nel 241 a.C., la popolazione
si trasferì in pianura, a circa 5 km di distanza fondando Falerii Novi.
Ne rimangono grandiose rovine: la cinta muraria, di forma trapezoidale e
perfettamente conservata, costruita in grandi blocchi di tufo rosso in
opera quadrata lunga oltre 2 km, alternata da ben 50 torri quadrate e un
fossato sul lato orientale. Delle nove porte, difese da torri sporgenti,
quattro erano le principali attraverso le quali passavano le due
principali vie di comunicazione del territorio falisco, costituendo
all’interno dell’abitato gli assi urbani del Cardo (Via consolare
Amerina) e del Decumanus. La cosiddetta Porta Giove è uno dei primi
esempi in Etruria di uso dell’arco, la cui chiave di volta ha una testa
appunto di Giove, mentre la Porta Bove raffigura appunto testa di bue.
I
resti archeologici sono spesso interrati e l’intera area urbana è oggi
un esteso campo coltivato, restano però visibili tracce dell’abitato,
del teatro, delle vie urbane. Attorno all’abitato si le necropoli (IV -
III sec. a.C.) presentano per lo più ipogei preceduti da un dromos con
celle funerarie semplici e loculi alle pareti, mentre alcune hanno un
ingresso porticato e colonne o pilastri di sostegno al centro
dell’ambiente sepolcrale.
La Città fu devastata dai Normanni nel X secolo e nuovamente abbandonata
dalla popolazione che ridiede vita all’antica Falerii, oggi appunto
Civita Castellana |
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P006 - I Falisci:
Museo Etrusco di Villa Giulia – Sezione Agro Falisco |
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La villa in cui è
ospitato il museo fu voluta da Papa Giulio III e costruita tra il 1550 e
il 1555 con il contributo dei più grandi artisti dell'epoca, quali il
Vasari, il Vignola, l'Ammannati. Nel 1889 la villa fu destinata a museo
per raccogliere le antichità preromane del Lazio.
Della collezione di questo museo, ordinata per aree geografiche, fanno
parte alcuni capolavori dell'antica Etruria e del lazio Preromano. La
visita sarà incentrata sull’Agro Falisco e sarà dato particolare rilievo
ai corredi funerari provenienti da quest’area e alla relativa produzione
fittile e di coroplastica, tra cui spicca la testa raffigurante Zeus di
tipo fidiaco, quindi di derivazione greca |
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P007 - I Sabini:
Museo Archeologico di Fara in Sabina |
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Il Museo espone,
oltre a reperti di preistoria e protostoria, importanti testimonianze
dalla città di Cures,
centro dell’antica sabina predominante nella scena preromana, patria dei
primi re di Roma e che rivestì un ruolo fondamentale per la nascita
dell’Urbe, e dalla necropoli arcaica di
Eretum.
Da segnalare lo splendido Cippo con iscrizione sabina arcaica, rinvenuto
nel 1982 nell’alveo del torrente Farfa, gioiello dell’epigrafia
italico-sabina in quanto raro esempio di epigrafia del VI secolo a. C.,
non ancora completamente interpretato. |
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P008 - Gli Ernici:
Alatri |
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I monti Ernici, a sud
di Roma, custodiscono un antico centro del Lazio pre-romano, che
mantenne la sua importanza ancora nel Medioevo: Alatri.
La
città conserva intatte le suggestive mura ciclopiche a difesa
dell'acropoli preromana. La porta di entrata principale alla città è
sormontata da un monolite di enormi dimensioni, secondo in Europa solo
alla Porta dei Leoni di Micene. La porta di dimensioni minori conserva
ancora i falli scolpiti con valore apotropaico sull’architrave. La cinta
muraria, che arriva sino a 17 metri di altezza, venne ristrutturata dai
romani nel II secolo a.C. |
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Origini e storia, il
dominio sui mari la Talassocrazia e il sistema commerciale, gli usi
funerari e l’evoluzione dei costumi abitativi, religiosi e sociali. |
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P010 - Cerveteri e
la Necropoli della Banditaccia |
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Sul sito dell’antica
Caere (Kysry per gli Etruschi) avremo modo di visitare uno dei più
suggestivi complessi monumentali del genere: la Necropoli Etrusca della
Banditaccia. La visita si rivelerà interessante soprattutto per gli
aspetti architettonici degli ambienti funerari che avremo modo di
visitare lungo tutta la via Sepolcrale come la Tomba dei Capitelli o la
Tomba dei Rilievi solo per fare alcuni esempi.
Avremo inoltre
occasione di visitare le collezioni del Museo Nazionale Cerite, che ha
sede nel Castello Ruspoli (XII sec.), e conserva parte dei rinvenimenti
emersi dagli scavi delle necropoli e dalla zona dell’abitato che ci
permetterà di ricostruire culti funerari, produzioni ceramiche e
architettura templare del popolo Etrusco. |
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P011 - Museo
Etrusco di Villa Giulia |
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La
villa in cui è ospitato il museo fu voluta da Papa Giulio III e
costruita tra il 1550 e il 1555 con il contributo dei più grandi artisti
dell'epoca, quali il Vasari, il Vignola, l'Ammannati. Nel 1889 la villa
fu destinata a museo per raccogliere le antichità preromane del Lazio.
Della collezione di
questo museo, ordinata per aree geografiche, fanno parte alcuni
capolavori dell'antica Etruria, quali il Sarcofago degli sposi di
Cerveteri (VI secolo a.C.) e la statua dell'Apollo di Veio (VI secolo
a.C.) ma anche pregiate raccolte storiche, come la Castellani, ricca di
ceramiche, bronzi e celebri lavori di oreficeria. Recenti restauri
dell'edificio hanno reso fruibile un nuovo spazio espositivo al piano
nobile dove sono collocate le antichità di Pyrgi. |
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P012 - Necropoli
di Tarquinia e Tombe Etrusche |
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Visita alla Necropoli Etrusca di Tarquinia che conserva
suggestive tombe a camera sotterranea sparse in campagna a circa 4 km
dal centro abitato. Le tombe vanno dal VII sec. all’età Romana e
presentano numerose varietà di forme e pitture che ci restituiscono
un’eloquente testimonianza degli usi e costumi, delle credenze,
dell’indole e della civiltà dell’antico popolo Etrusco. Proseguiremo la
nostra escursione con la visita al Museo Nazionale Tarquiniese
che ospita una delle maggiori raccolte di antichità Etrusche, come i
famosi sarcofagi scolpiti, gli altorilievi , i vasi dipinti e gli
affreschi provenienti dall’area sepolcrale. |
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P013 - Museo
Nazionale Archeologico Rocca Albornoz – Viterbo |
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Addossata ad un tratto di mura urbane, la Rocca Albornoz è sede del
Museo Archeologico Nazionale Etrusco di Viterbo. Il Museo conserva
reperti di estrema bellezza ma soprattutto di notevole valore
scientifico quali le terrecotte architettoniche figurate rinvenute in
abitazioni di Acquarossa, il ciclo statuario di Muse con una copia del
Pothos di Scopa, un mosaico con iscrizione etrusca. |
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P014 - Necropoli
rupestre di Norchia |
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E’
la più grandiosa e spettacolare necropoli rupestre d’Etruria con tombe
che esemplificano la vasta gamma di tipi documentati: a dado con
strutture addossate, con vano di sottofacciata anche aperto a portico, a
tempio, a vestibolo. L’imponenza dei monumenti e la spettacolarità della
natura regala sensazioni indimenticabili quasi si percorressero strade e
luoghi fuori dal tempo. La Cava Buia, con la sua cupa atmosfera di luogo
angusto e scarso di luce per la rigogliosa vegetazione che la sovrasta
in alto, infonde un desiderio di silenzio e contemplazione che
riconcilia con l’incontaminata natura circostante. |
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P015 - Necropoli
rupestre di San Giovenale |
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L’abitato, oggi scomparso, poggiava su una dorsale di tufo circondata da
rupi a precipizio, lambita a sud dal fiume Vesca. Il pianoro, su cui
sono i resti di un castello del XIII secolo della famiglia dei Di Vico,
era scandito da tre fossati. Il sito, occupato fin dall’Età del Bronzo,
conserva i resti di diverse abitazioni etrusche realizzate in blocchi di
tufo, tra le prime testimonianze dell’architettura domestica italica ed
etrusca (VI sec. a.C.).
Resti di mura sono nei lati meno provvisti di difesa naturale e nella
valle del fosso Pietrisco sono i resti dei pilastri di un ponte,
anch’esso tra i più antichi d’Italia, a blocchi di tufo con il passaggio
in tavolato. Intorno sono presenti numerose tombe a fossa, a tumulo, a
camera, (VII - III sec. a.C.) spesso con ambienti che imitano
l’architettura domestica. |
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P016 – Museo
Gregoriano Etrusco – Musei Vaticani |
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Il museo, fondato da Papa Gregorio XVI nel 1837 , raccoglie in gran
parte oggetti rinvenuti negli scavi ottocenteschi delle antiche città
dell'Etruria meridionale, allora comprese nello Stato Pontificio. I
reperti abbracciano tutto l’arco della civiltà etrusca tra il IX ed il I
secolo a.C., dall'età del ferro alla completa romanizzazione degli
etruschi. La storia del popolo etrusco può essere ripercorsa attraverso
corredi funerari ricchi di ceramiche, bronzi, argenti e ori di
produzione etrusca, cui si aggiungono i vasi greci rinvenuti nelle
necropoli etrusche, i vasi italioti, prodotti nelle città ellenizzate
dell'Italia meridionale). Alcuni capolavori quali il Marte di Todi e il
Vaso di Exechias fanno, insieme alla completezza e alla varietà delle
collezioni, di questo museo forse il più completo e interessante museo
etrusco al mondo. |
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P017 - Il Parco di
Veio
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Un’area tra le più
affascinanti della Tuscia meridionale nei pressi dei Monti Sabatini è il
Parco di Veio, l’antica città rivale di Roma. Attraverso le sue
rovine ripercorreremo quegli attimi di storia: visiteremo i resti del
Tempio di Apollo, cosiddetto dalla famosa statua in restauro al Museo
Etrusco di Villa Giulia, e i resti della Tomba Campana di VII-VI
sec a.C. e la Tomba delle Anatre che conserva i più antichi
affreschi etruschi conosciuti (inizi VII sec a.C).
Nessun biglietto di
ingresso. |
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P018 - Il Parco
Naturalistico Archeologico di Vulci
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Gli Scavi
di Vulci
conservano alcuni tra i più insigni monumenti della civiltà etrusca:
visiteremo l’ampio tratto di
Decumano Romano,
la Domus
del Criptportico,
grande complesso residenziale del II-I a.C. e l’estesa
Necropoli
che custodisce i resti della famosissima
Tomba Francois
( IV sec a.C.).
Visiteremo inoltre il
Museo Nazionale
di Vulci
sito nel
Castello Medievale
della città, che conserva reperti dall’età Villanoviana all’età
Romana tra cui il
Corredo
completo della
Panatenaica
di fine VII-VI a.C.
Biglietti:
Parco gruppi bambini <13 anni sopra le 20 unità €2,50, gratis gli
insegnanti |
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Richiedi Informazioni per le Visite Guidate di
Roma per le Scuole |
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COMPLETO DELLE VISITE GUIDATE |
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